Sterilizzazione

Il protocollo di sterilizzazione nello studio odontoiatrico

Il processo di sterilizzazione ha lo scopo di eliminare ogni forma microbica vivente (patogena e non, comprese spore e funghi) dallo strumentario utilizzato.
La fase di sterilizzazione dei ferri chirurgici negli studi medici e odontoiatrici avviene attraverso l’utilizzo di autoclavi a vapore che devono essere conformi alla norma EN 13060.

Le norme EN 29000 e UNI EN 556-1 definiscono la sterilizzazione come un processo speciale la cui efficacia non può essere verificata per mezzo di ispezioni sul prodotto finito. Il processo deve quindi essere convalidato prima della sua esecuzione, come intero protocollo che inizia dalla decontaminazione e finisce con la reimmissione in servizio dello strumento ricondizionato.

Questa definizione evidenzia l’importanza cruciale di ogni singolo aspetto del processo di sterilizzazione. Pertanto, al pari della scelta corretta del ciclo dell’autoclave, è importante che l’autoclave venga caricata correttamente.

Autoclavi

Le sterilizzatrici a vapore, comunemente chiamate autoclavi, sono dispositivi che vengono utilizzati negli studi medici e nelle cliniche odontoiatriche per sterilizzare strumenti e materiali impiegati nel corso della pratica professionale. Nelle autoclavi, la sterilizzazione di strumenti, tessuti e dispositivi medici è garantita dalla combinazione di pressione, temperatura del vapore saturo e tempo di esposizione.

Sul mercato sono attualmente presenti tre differenti tipologie di autoclavi per la sterilizzazione:

• autoclavi di classe N che possono sterilizzare solo prodotti solidi non imbustati e quindi non permettono di sterilizzare materiali tessili, carichi porosi o corpi cavi;
• autoclavi di classe B che consentono di sterilizzare materiali porosi, strumenti solidi e corpi cavi, quali manipoli, turbine e cannule anche imbustati;
• autoclavi di classe S che garantiscono la sterilizzazione di prodotti porosi e strumenti solidi ma non quella di corpi cavi, quali manipoli e turbine, caratteristica che di fatto le rende non idonee all’utilizzo negli studi dentistici.

Quello che distingue le autoclavi di classe B è la capacità della pompa del vuoto di creare dei “vuoti frazionati” in grado di estrarre l’aria anche dalle più piccole cavità degli strumenti, permettendo al vapore di entrare in contatto con l’intera superficie interna dello strumento e di sterilizzarlo perfettamente.

Consigli utili per la sterilizzazione dei ferri chirurgici in autoclave

• Non sovrapporre le buste sui tray;
• La carta della busta deve essere rivolta verso l’alto per facilitare la penetrazione del vapore e l’asciugatura;
• Stocca solo le buste asciutte alla fine del ciclo di sterilizzazione; gli strumenti contenuti in buste umide o aperte vanno riprocessati.

Autoclavi Euronda Pro System

Le autoclavi Euronda Pro System offrono la massima efficienza e facilità d’uso, tecnologie innovative e un sistema di tracciabilità completo con l’obiettivo ultimo di garantire la massima protezione di dentisti, assistenti e pazienti.

Sistemi di trattamento dell'acqua

L’acqua utilizzata per l’alimentazione delle autoclavi Euronda all’interno dello studio dentistico deve essere demineralizzata, deionizzata o osmotizzata in modo da evitare onerosi costi di ripristino e manutenzione dovuti alla presenza di calcare e incrostazioni.

Consigli utili per la scelta del giusto sistema di trattamento dell'acqua:

• Misura il livello di conducibilità dell’acqua;
• Definisci il numero di autoclavi installate;
• Calcola il numero di cicli medi svolti in un mese.

Sistemi di trattamento dell'acqua

Euronda Pro System offre una gamma di dispositivi per il trattamento dell’acqua diversi in funzione del valore di conducibilità dell’acqua e del numero di autoclavi presenti nello studio medico o odontoiatrico.

Test di controllo

Un oggetto è considerato sterile se il SAL (livello di sicurezza di sterilità) è inferiore 10-6, ovvero se la probabilità di trovarvi un microrganismo è inferiore a 1 su 1 milione. Non essendo possibile verificare la sterilità tramite prove sul prodotto processato, si svolgono alcuni test di controllo e funzionamento.

Lo scopo dei test è assicurare che il processo di sterilizzazione sia in grado di garantire la perfetta sterilità degli strumenti odontoiatrici. I test devono essere eseguiti sistematicamente secondo il protocollo interno dello studio.

Si dividono in:

• Test di Funzionamento: si eseguono prima di usare l’autoclave per accertarne il corretto funzionamento. A questa categoria appartengono: il Vacuum Test, il Bowie-Dick test e l’Helix Test.

• Test di controllo sull’avvenuta sterilizzazione: vengono inseriti in autoclave con il carico per verificare che il ciclo risponda ai parametri previsti. Esempi sono: gli indicatori di sterilizzazione a barra migrante, le autovalutazioni del processo e i test biologici (bacillus stearothermophilus).

Consigli utili*

Si consiglia di eseguire i test con la seguente periodicità:

• Ogni giorno: test del vuoto (o Vacuum Test);
• Ogni giorno: test di simulazione del carico cavo (Helix Test) e/o poroso (Bowie & Dick Test);
• Ad ogni ciclo: test di verifica dei parametri di ciclo;
• Ogni mese: test della banda di sigillatura (Euroseal Check Test).

* Quelle qui indicate sono linee guida generali, il responsabile Sanitario dello Studio deve sempre fare riferimento alla normativa locale e nazionale di riferimento.

Test per autoclavi

La gamma di prodotti Euronda Pro System include 3 test di funzionamento, pensati come perfetto complemento all’uso quotidiano delle autoclavi. L’obiettivo di questi test è verificare l’efficacia operativa dell’autoclave nello svolgere cicli di tipo B o S.

Tracciabilità e connettività

La tracciabilità nell’ambito del processo di sterilizzazione consiste nell’includere nell’anamnesi clinica del paziente tutte le informazioni sul percorso degli strumenti utilizzati durante l’intervento, in modo da certificare che l’intero processo di sterilizzazione degli strumenti sia avvenuto correttamente. I parametri più comunemente tracciati sono: giorno in cui è avvenuto il processo, dispositivo utilizzato, tipo di ciclo effettuato, numero progressivo, esito, operatori coinvolti e data di scadenza prevista.

La tracciabilità può essere attuata in modo computerizzato o manuale. Pur semplice ed economica, quest’ultima risulta più lenta e difficile da gestire nella fase di archiviazione e rintracciabilità, ovvero di ricostruzione del percorso di sterilizzazione effettuato dallo strumento. La tracciabilità computerizzata è il procedimento ideale perché riduce notevolmente tempi e spazio fisico necessario per l’archiviazione dei registri e semplifica la rintracciabilità.

La tracciabilità offre una doppia sicurezza, tanto per gli operatori, quanto per i pazienti. Da un lato la tracciabilità rappresenta un “elemento probatorio” per il professionista in caso di controversie legali. Dall’altro è destinato a fungere da “sigillo di garanzia” agli occhi dei pazienti i quali, a fronte della cresciuta sensibilità, necessitano di essere rassicurati sulla corretta esecuzione delle fasi del processo di sterilizzazione.

Consigli utili per un corretto protocollo di sterilizzazione in odontoiatria

• Crea un registro contenente le informazioni relative alle attrezzature utilizzate nel processo di sterilizzazione, predisponendo il protocollo interno dello studio e indicando le procedure che verranno adottate;
• Archivia sulla scheda paziente l’esito della sterilizzazione degli strumenti usati per l’intervento sul paziente;
• Archivia sul supporto di memorizzazione (USB, PC) i dati relativi al ciclo di sterilizzazione degli strumenti utilizzati sul paziente.

Sistemi di tracciabilità

Euronda Pro System offre una gamma di accessori e un programma software che permettono di registrare, controllare e condividere i dati dei cicli di lavoro di ciascuna fase del processo di sterilizzazione, sia attarverso supporti cartacei, sia attraverso supporti digitali.

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