Decreto Gelli e responsabilità sanitaria

18/01/2018

Decreto Gelli: le novità in tema di responsabilità nello studio dentistico

La sicurezza delle cure secondo il "Decreto Gelli" (L. N. 24/2017) passa anche attraverso il processo di sterilizzazione

Il 1° Aprile scorso è entrata ufficialmente in vigore la nuova L. n. 24/2017, recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

Fra le disposizioni più rilevanti – e ancora oggi forse non sufficientemente comprese – vi è la norma di apertura della legge, la quale pone l’accento sul tema della sicurezza delle cure, nell’ottica di potenziare le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all’erogazione della prestazione sanitaria – attività che divengono parte costitutiva del diritto alla salute, costituzionalmente tutelato –  e ciò attraverso un uso appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative.

Il diritto del paziente a ricevere cure sicure e a basso rischio

Trattasi di una norma a suo modo rivoluzionaria in quanto, per la prima volta, viene data copertura costituzionale non soltanto al diritto del paziente di ricevere cure idonee e adeguate sotto il profilo clinico ma altresì al diritto di questi di ricevere cure sicure e a basso rischio.

Ecco, dunque, che la nuova legge pone una precisa prescrizione: ogni struttura deve operare affinché tutto il complesso organizzativo finalizzato all’erogazione della prestazione sanitaria presenti un rischio il più basso possibile, operando altresì affinché, laddove il rischio non sia eliminabile, vengano posti in essere tutti gli adempimento necessari a gestirlo e tenerlo sotto controllo. E, per fare questo, occorre garantire un uso appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche, organizzative, ossia garantire una corretta gestione del personale, una corretta gestione dei dati sanitari, un uso appropriato delle apparecchiature e della tecnologia.

La gestione del rischio e il protocollo di sterilizzazione

L’aumento delle complessità di gestione delle attività sanitarie, richiede un cambio di prospettiva: non solo le terapie e i trattamenti devono corrispondere alle più aggiornate linee guida e raccomandazioni cliniche, anche i processi indiretti, come quello della sterilizzazione a vapore saturo dei dispositivi medici riutilizzabili,  deve essere eseguito da personale formato e aggiornato, con tecnologie che favoriscono la sicurezza, organizzato in modo da abbassare quanto più possibile il rischio per operatori e pazienti.

Dotarsi di una lavaferri a termodisinfezione significa controllare i parametri di lavaggio e sottoporre lo strumentario a termodisinfezione calibrata sul parametro A0 600 o A0 900 definito dalla normativa 15883; sottoporre frese e strumenti canalari al lavaggio automatico con ultrasuoni con doppio polo di emissione significa pulire accuratamente anche lo strumentario più critico, e dotarsi di autoclavi a 24 litri significa dotarsi di più spazio di sterilizzazione a parità di volume.

Formazione e aggiornamento del personale incaricato

Euronda azienda produttrice di dispositivi medici per il processo di sterilizzazione e leader indiscussa del monouso da molti anni, ha pensato anche alla formazione del personale incaricato al processo di sterilizzazione: un corso completo che illustra le fasi operative nel rispetto delle Linee Guida, informa sulle le responsabilità giuridiche derivanti dal processo di sterilizzazione e spiega come dotarsi di una linea di lavaggio automatico e di sterilizzazione con prodotti di ultima generazione, consenta un processo più sicuro per operatori e pazienti e un notevole risparmio in termini di tempo/uomo.

L’erogazione di una buona prestazione sanitaria passa, dunque, oggi più che mai, attraverso un utilizzo appropriato dei macchinari e delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative e ciò nell’ottica di abbassare – o, se possibile, radicalmente abbattere – il rischio clinico, laddove tutelare la sicurezza delle cure significa tutelare un bene di rilevanza costituzionale.

 

Articolo a cura di:

Avv. Silvia Pari – Studio Legale Stefanelli & Stefanelli

Roberta Pegoraro – Consulente aziendale per il settore sanitario

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