Gli errori comuni da evitare nell'utilizzo dell'autoclave per sterilizzare
I consigli dei professionisti
Il processo di sterilizzazione ha lo scopo di eliminare ogni forma microbica vivente (patogena e non, comprese spore e funghi) dallo strumentario utilizzato. La fase di sterilizzazione dei ferri chirurgici negli studi medici e odontoiatrici avviene attraverso l’utilizzo di autoclavi per sterilizzare a vapore che devono essere conformi alla norma EN 13060.
Garantire una corretta sterilizzazione degli strumenti tutela la salute di pazienti e del personale sanitario, tuttavia, l’efficacia di questo processo dipende fortemente dal corretto utilizzo dell’autoclave.
Vediamo insieme gli errori comuni da evitare nell’utilizzo dell’autoclave per sterilizzare e i consigli dai professionisti per ottimizzare l’uso di questo indispensabile Dispositivo Medico.
Errore 1: Preparazione non adeguata degli strumenti da sterilizzare
Prima di essere inseriti nell’autoclave, gli strumenti devono essere preparati adeguatamente. La sterilizzazione di ferri chirurgici e strumenti è un processo che si articola in più fasi, il cui buon esito dipende dalla corretta esecuzione di ogni passaggio, dalla raccolta allo stoccaggio. Errori nelle fasi preparatorie antecedenti alla sterilizzazione in autoclave possono compromettere l’intero processo di sterilizzazione. Scopri di più sul protocollo di sterilizzazione: https://prosystem.euronda.it/il-protocollo-di-sterilizzazione/
Ecco gli step per un corretto protocollo di sterilizzazione.
Pulire accuratamente gli strumenti per rimuovere residui organici e inorganici.
La fase di pulizia dei ferri chirurgici è la prima fase del processo di sterilizzazione e ha lo scopo di rimuovere lo sporco dagli strumenti. L’eliminazione di tali impurità prima della sterilizzazione è obbligatoria, poiché i residui di sporco possono rendere inefficace il processo di sterilizzazione. A seguito dell’inattivazione di virus e batteri tramite decontaminazione, gli strumenti devono essere sottoposti a lavaggio manuale o meccanico. Leggi l’articolo di approfondimento: https://prosystem.euronda.it/pulizia-nella-sterilizzazione/
Asciugare gli strumenti per evitare la formazione di condensa e imballarli correttamente.
Il confezionamento degli strumenti e ferri chirurgici ha lo scopo di preservare la sterilità prima del successivo utilizzo. Questa fase consiste nel mettere lo strumento (decontaminato, lavato, deterso, disinfettato, risciacquato, asciugato, controllato e manutentato) in una specifica busta monouso, realizzata con materiali compatibili con il processo di sterilizzazione a vapore, che verrà sigillata per mantenere lo strumento sterile nel tempo (in conformità alla norma UNI EN ISO 11607-1 e UNI EN 868-5). Scopri di più sulla fase di confezionamento qui: https://prosystem.euronda.it/confezionamento/
Errore 2: Scelta errata del ciclo di sterilizzazione
La scelta del ciclo sbagliato può causare la mancata sterilizzazione degli strumenti, infatti ogni tipo di materiale e strumento, utilizzato in odontoiatria, richiede specifici parametri di sterilizzazione. Utilizzare temperature, tempi o pressioni non adeguati può compromettere la sterilizzazione.
È fondamentale:
- Conoscere i requisiti di sterilizzazione per i diversi tipi di strumenti.
- Impostare correttamente l’autoclave in base ai materiali da sterilizzare.
- Verificare periodicamente la calibrazione dell’autoclave.
La norma EN 13060 identifica la diversificazione dei cicli di sterilizzazione, che si distinguono in base alle caratteristiche del materiale da trattare (carichi solidi, copri cavi di tipo A e corpi cavi di tipo B).
La tabella qui sotto mostra la classificazione del carico secondo la norma EN13060. Esistono diverse tipologie di carico che possono essere sterilizzate non imbustate e mantenute sterili fino al momento dell’utilizzo, e altre tipologie di carico da sterilizzare confezionate in busta.

Cicli N, S e B: che differenza c’è?
Sul mercato sono attualmente presenti tre differenti tipologie di autoclavi per la sterilizzazione: autoclavi di classe N, autoclavi di classe S e autoclavi di classe B. Scopri di più nell’articolo: La migliore autoclave nello studio dentistico.
Il ciclo di tipo N è adatto a sterilizzare i prodotti sciolti solidi. Le autoclavi che effettuano questo tipo di ciclo non consentono di sterilizzare materiali tessili, carichi porosi o corpi cavi, ma nemmeno prodotti imbustati, in quanto le caratteristiche del ciclo non permettono di superare barriere come le biste di sterilizzazione o specifici test dal punto di vista fisico.
Il ciclo di di tipo S è adatto per la sterilizzazione esclusivamente dei carichi per cui è previsto. Le autoclavi di tipo S appartengono alla classe intermedia tra le autoclavi di tipo N e le autoclavi di tipo B, e le loro caratteristiche non sono definite da alcuna norma, nel senso che dipendono semplicemente dalle modalità con cui sono realizzate. Le loro prestazioni sono precisate solo dal produttore, e definite in funzione di specifici test.
Il ciclo di tipo B assicura una sterilizzazione di grado medico, come una sterilizzatrice di grandi dimensioni ed è in grado di sterilizzare qualunque oggetto non confezionato o confezionato, i materiali porosi, per esempio, ma anche i materiali imbustati, i carichi tessili e i corpi cavi, quali manipoli, turbine e cannule.
Date le caratteristiche di questa classe e i livelli di efficienza e sicurezza previsti dalla normativa, l’autoclave di classe B si rivela la scelta più opportuna; infatti, il dentista ha la certezza di non commettere errori nella scelta del ciclo.
Errore 3: Caricamento errato dell'autoclave
Uno degli errori più comuni è il caricamento errato dell’autoclave. Un sovraccarico o una disposizione disordinata degli strumenti può compromettere l’efficacia della sterilizzazione. Gli strumenti devono essere posizionati in modo da permettere una corretta circolazione del vapore. Assicuratevi di:
- Non sovrapporre le buste sui tray;
- Rivolgere la carta della busta nel verso indicato dal fabbricante di rotoli e buste per facilitare la penetrazione del vapore e l’asciugatura;
- Stoccare solo le buste asciutte alla fine del ciclo di sterilizzazione; gli strumenti contenuti in buste umide o aperte vanno riprocessati.
Errore 4: Mancata manutenzione dell'autoclave
Come qualsiasi altro dispositivo, l’autoclave richiede una manutenzione regolare per funzionare correttamente. Ignorare la manutenzione può portare a malfunzionamenti e cicli di sterilizzazione inefficaci.
Secondo l’articolo 2 della direttiva europea 93/42/CEE (Dlgs 46/1977 e successive modificazioni) la manutenzione dei Dispositivi Medici (e quindi anche delle autoclavi) è obbligatoria e fondamentale per il mantenimento della marcatura CE. (Leggi l’articoli di approfondimento sulla manutenzione delle autoclavi: https://prosystem.euronda.it/la-manutenzione-dellautoclave-in-5-step/).
Risulta inoltre essenziale poiché:
- Garantisce l’affidabilità delle apparecchiature.
- È essenziale per mantenere attiva la garanzia o l’estensione di garanzia.
- Deve essere eseguita da tecnici autorizzati con ricambi originali e deve essere dimostrabile. In caso contrario la garanzia o estensione di garanzia decade.
Oltre al programma di manutenzione tecnica, i professionisti raccomandano gli operatori che la utilizzano quotidianamente di:
- Pulire regolarmente la camera e i vassoi nella quale vengono alloggiati gli strumenti e i ferri
- Pulire i serbatoi dell’acqua
- Contattare l’assistenza tecnica autorizzata in caso di messaggi segnalati sul display.
Errore 5: Mancato controllo dei risultati della sterilizzazione
Non basta avviare un ciclo di sterilizzazione per essere certi del suo successo. È essenziale controllare i risultati. I professionisti consigliano di:
- Utilizzare indicatori chimici e biologici per monitorare l’efficacia di ogni ciclo.
- Registrare i risultati dei test per avere una tracciabilità e poter intervenire rapidamente in caso di problemi.
- Effettuare test di validazione periodici per assicurarsi che l’autoclave funzioni correttamente.
L’utilizzo corretto dell’autoclave per sterilizzare è fondamentale a garantire la sicurezza e l’efficacia della sterilizzazione degli strumenti medicali e dei ferri chirurgici. Evitare questi errori comuni e seguire i consigli dei professionisti può fare la differenza tra un ambiente sicuro e uno a rischio. Ricordate, la chiave del successo nel processo di sterilizzazione è la conoscenza e la scrupolosità nell’applicare le procedure corrette.
Seguendo queste indicazioni, sarete in grado di sfruttare al meglio le potenzialità della vostra autoclave, assicurando una sterilizzazione impeccabile e proteggendo la salute dei vostri pazienti e del vostro staff.