L'ABC dei disinfettanti

29/06/2015

Guida ai disinfettanti

Quali usare, come e quando.

La disinfezione di un ambiente come un ambulatorio odontoiatrico, si pratica utilizzando composti chimici dall’elevata capacità di inattivazione e distruzione dei microrganismi che possono annidarsi nell’ambiente o sugli strumenti, rispettando le superfici trattate.
Presidi come guanti, mascherine, siringhe ed altri sono monouso e devono essere estratti da confezioni sterili e sigillate.
Per quanto riguarda gli strumenti riutilizzabili la disinfezione può avvenire in diversi modi in base al tipo di strumento od oggetto.

1) Il tipo di detergenti utilizzati per disinfettare attrezzature e dispositivi non invasivi e la superficie dello strumentario, sono composti chimici efficaci contro funghi, virus e batteri sia Gram positivi che Gram negativi.
Poiché si tratta di sostanze destinate ad essere utilizzate nell’ambiente di lavoro, tra gli eccipienti di questi detergenti vengono mescolate sostanze atte a rendere gradevole il loro odore.

2) Per disinfettare gli strumenti odontoiatrici e chirurgici destinati ad entrare in contatto con le mucose all’interno del cavo orale dei pazienti è necessario ricorrere a disinfettanti in grado di garantire un’alta carica battericida associati all’uso della vasca ad ultrasuoni.
Sono sostanze a base di ammonio quaternario oppure benzalconio cloruro in grado, grazie all’aggiunta di tensioattivi, di garantire adeguate proprietà detergenti.
In commercio sono disponibili anche soluzioni non corrosive utili per la detersione e disinfezione degli strumenti rotanti.
Inoltre, nei casi ove occorresse la sterilizzazione rapida a freddo, sono disponibili soluzioni di pronta utilizzazione basate su glutaraldeide al 2%.

3) Disinfettare l’aspiratore comporta la necessità di utilizzare dei prodotti specifici e più complessi, capaci di rispettare materiali quali metalli, plastica, silicone e le delicate membrane che costituiscono la macchina.
Occorrerà, quindi, un prodotto capace di essere attivo in un ambiente alcalino e contaminato da batteri, funghi e virus.
Le proprietà del disinfettante devono comprendere capacità detergenti, surfactanti ed antischiumogene oltre che antimicroorganismi.
La base per questo prodotto sono i derivati fenolici di sintesi.

4) I materiali come i siliconi, gomme polietileniche, polieteri e idrocolloidi, utilizzati in odontoiatria per le impronte dentarie vanno disinfettati con soluzioni chimiche aldeidiche.
Il problema è che questi materiali non possono essere sterilizzati in autoclave ma sono fortemente a rischio d’infezione venendo direttamente a contatto con mucose e liquidi organici del paziente.
Poiché la qualità dell’impronta dentaria è essenziale per il lavoro successivo, la chimica di queste sostanze disinfettanti deve rispettare i materiali e deve garantire l’inattivazione e la disinfezione di virus, micobatteri, batteri Gram positivi e Gram negativi e funghi

Tutti i contenitori di disinfettanti in commercio devono indicare, riportati sull’etichetta, il marchio CE e devono elencarne la composizione chimica.
Anche le proprietà, le avvertenze e le controindicazioni d’uso devono essere riportate in etichetta, insieme alle istruzioni d’uso e all’indicazione del tipo di azione antimicrobica.
Un buon odontoiatra è tenuto ad essere costantemente aggiornato sulle novità nel campo della disinfezione: la molteplicità dei prodotti da utilizzare nei diversi casi implica una conoscenza precisa della loro azione e i limiti della loro efficacia. Questo per garantire ai pazienti e allo staff medico stesso la massima tutela contro le possibili infezioni.

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