La trasmissione dell’HIV nell’ambulatorio dentistico

15/07/2015

La trasmissione dell’HIV nell’ambulatorio dentistico

Come minimizzare il rischio di infezione

Al fine di minimizzare un potenziale rischio infettivo, ogni studio dentistico è dotato di un’autoclave dentale, deputato all’inattivazione microbica di potenziali agenti patogeni residui.
Non è da escludere che gli strumenti dentistici possano essere veicolo di infezione di malattie molto gravi, come per esempio l’HIV, ma è chiaro che tutte le misure prese sono mirate ad eliminarne ogni possibilità.

L’Immunodeficienza umana, o AIDS, è una malattia provocata da un virus che mostra un’elevata infettività e contagiosità soprattutto attraverso il contatto diretto con il sangue.
La trasmissione dell’HIV nell’ambulatorio dentistico non è esclusa se non vengono rispettate le linee guida di sterilizzazione dettate dal D.Lgs 81/2008 e s.m.i. in merito alla protezione dell’operatore e delle strutture sanitarie verso agenti biologici patogeni, ecco perché diventa imprescindibile e fondamentale attenersi strettamente alle regole indicate dalla normativa.

La natura dei trattamenti dentistici potrebbe infatti esporre i pazienti ad un alto rischio di contatto col virus responsabile dell’HIV, ma tutte le norme precauzionali prese tra un paziente e il successivo, ne scongiurano ogni possibilità.

Impedire la trasmissione dell'HIV

Ogni dentista, assistente e operatore sanitario, infatti, è tenuto a indossare appositi DPI, tra cui guanti in lattice, camici, mascherine e occhiali di protezione che vengono cambiati ed eliminati dopo ogni paziente, o sterilizzati adeguatamente qualora non si trattasse di materiale monouso, in modo da scongiurare qualsiasi rischio infettivo.

Assicurare la sterilità degli ambienti e degli strumenti, diventa, dunque, di fondamentale importanza non solo per i pazienti ma anche per gli operatori sanitari che maneggiano strumenti potenzialmente contaminati e per i medici dentisti stessi che operano.
Ecco perché la corretta manutenzione di un autoclave dentale diventa un passaggio chiave nella correttezza della sterilizzazione, in quanto l’efficacia del macchinario è direttamente proporzionale alla sua principale funzione e alla finalità con cui viene utilizzata.

Ogni autoclave deve per questo essere sottoposta, almeno ogni 15 giorni, ad uno speciale controllo biologico con il quale ci si assicuri dell’avvenuta decontaminazione e della totale distruzione di qualsiasi microrganismo patogeno o di potenziali spore.

Esistono appositi test in grado di dare una conferma realistica dell’ efficacia della sterilizzazione effettuata dall’autoclave.

Queste procedure sono il nodo centrale del corretto utilizzo di un’autoclave dentale, assicurando così negli ambienti operativi la totale disinfezione delle superfici di lavoro, degli strumenti, dei materiali e del vestiario e scongiurando non solo la possibile contaminazione da parte del virus dell’HIV, ma anche di batteri Gram + e -, miceti, micobatteri, Tubercolosi, Epatite B e C.

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