Helix test per l’autoclave: obblighi di legge

13/07/2015

Helix test per l’autoclave

Obblighi di legge

Per capire l’importanza dell’Helix test per autoclave è necessario fare una premessa giuridica. Il codice civile (art. 1176 c.2) prevede che il professionista adotti tutte le misure necessarie ad evitare di creare con il suo lavoro danni a terzi e tra questi vi sono i dipendenti. L’obbligo è rafforzato dal d. lgs 81 del 2008, che detta linee guida per la sicurezza sul luogo di lavoro e per la sterilizzazione come forma di protezione collettiva per gli operatori del settore sanitario.

La legge stabilisce che nei piccoli ambulatori medici, come ad esempio dall’odontoiatra, è il datore di lavoro a dover individuare le tecniche idonee alla procedura di sterilizzazione. Questo comporta, in capo ad esso, anche la responsabilità giuridica per i danni provocati nell’esercizio della professione. In caso di giudizio il datore di lavoro deve essere in grado di dimostrare che nel proprio studio sono adottate procedure idonee alla sterilizzazione.

Questo obbligo nel settore odontoiatrico assume particolare rilevanza in quanto gli operatori sono a contatto con mucose e sangue del paziente, inoltre è necessario tutelare anche i pazienti, quindi è necessario porre in essere procedure di sterilizzazione efficaci per i vari strumenti e tra questi vi sono i corpi cavi. Questi sono divisi in due tipologie:

  • Tipo A comprendente dispositivi di piccole dimensioni come manipoli e turbine;
  • Tipo B comprendente cannule e tubi.

Questi strumenti possono essere sterilizzati con l’autoclave che sfrutta il potere del vapor acqueo per eliminare microrganismi e agenti patogeni potenzialmente dannosi per l’individuo. Sorge però anche la necessità anche di valutare che gli strumenti di sterilizzazione siano perfettamente funzionanti e ciò può essere fatto con l’Helix test: una test che consente di valutare il corretto funzionamento dell’autoclave a vapor acqueo e quindi di misurare la capacità di sterilizzazione e di penetrazione del vapor acqueo all’interno di un corpo cavo.

Il sistema Helix test consente di rilevare la forza di penetrazione del vapore all’interno della camera. Si tratta di un test essenziale perché negli studi dentistici sono presenti strumenti con cavità abbastanza lunghe e quindi con vacui vuoti che se non ottimamente sterilizzati possono trasportare al paziente e all’operatore batteri e virus.

Il test, da eseguire quando si aziona l’autoclave munito di sistema di espulsione dell’aria, deve essere eseguito utilizzando un protocollo approvato.

Procedura

Si pratica introducendo un indicatore chimico all’interno di una provetta collegata ad un tubicino della lunghezza di 1,5 metri. A questo tubicino deve essere estratta tutta l’aria per creare il vacuum e si deve quindi procedere all’immissione di vapore per poterne misurare la capacità di sterilizzazione. La permanenza dell’agente sterilizzante o vapore a contatto con l’indicatore provocherà una variazione di colore dello stesso che indicherà il livello di efficienza del processo di sterilizzazione. Sarà la casa costruttrice ad indicare nelle istruzioni il modo di interpretazione del risultato dell’Helix test, questo ad oggi è considerato oltre che il metodo più efficiente, anche il più economico e permette di rispettare i parametri previsti dalla legge.
Se l’Helix test ha esito negativo vuol dire che il vapore non è penetrato il modo ottimale e quindi la sterilizzazione non ha avuto successo ed è necessario risterilizzare tutti gli oggetti che erano stati già sterilizzati con l’autoclave i cui risultati all’helix test sono insoddisfacenti.
I risultati dell’Helix test possono essere conservati e quindi utilizzati come prova in un eventuale futuro giudizio.

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