Cicli di sterilizzazione più brevi

20/03/2017

Cicli di sterilizzazione più brevi

È possibile ottenere gli stessi risultati?

Anche nello studio odontoiatrico, possono essere presenti virus e batteri che possono trasmettere infezioni da paziente a paziente o dal paziente all’operatore. Queste infezioni, dette crociate, si possono contrarre attraverso il contatto diretto paziente-operatore o attraverso l’utilizzo di strumenti infetti. L’obiettivo della sterilizzazione degli strumenti è quello di evitare la trasmissione di microrganismi, garantendo strumenti e materiali sicuri per proteggere sia il paziente che l’operatore.

La disinfezione e la sterilizzazione devono riguardare gli strumenti utilizzati e le superfici di lavoro, ovvero tutte le possibili aree in cui gli agenti patogeni possono essere presenti: si utilizzano quindi disinfettanti chimici per le superfici e metodi di disinfezione e sterilizzazione fisici per lo strumentario; generalmente si utilizza l’autoclave, in grado di sterilizzare vetro, metallo e tessuti. Il vapore acqueo saturo e sotto pressione è veloce, economico e atossico: i tempi che garantiscono l’efficacia su ogni patogeno sono 121°C per 20 minuti a 1 atmosfera, oppure 134°C per 7 minuti a 2 atmosfere.

Nello studio odontoiatrico, l’incaricato della gestione delle procedure di sterilizzazione e decontaminazione è l’assistente di studio, che deve avere buone conoscenze di microbiologia e dell’azione dei disinfettanti, in modo da operare consapevolmente in tutti i processi che precedono la sterilizzazione vera e propria, cioè:

  • Decontaminazione;
  • Detersione (a mano, con ultrasuoni o con termodisinfettore);
  • Risciacquo;
  • Asciugatura;
  • Confezionamento (che comprende la manutenzione dello strumento, il suo controllo, l’imbustamento e il caricamento dell’autoclave).

Un altro fattore determinante per una sterilizzazione efficace è la durata dei cicli di disinfezione, codificata da appositi protocolli che devono essere rispettati, pena il fallimento della procedura: alcune spore, infatti, sono in grado di resistere per svariati minuti a temperature elevatissime. Anche nello studio odontoiatrico, le tempistiche sono determinanti.

È però possibile ridurre la durata dei cicli di sterilizzazione, ottenendo lo stesso risultato? I cicli di sterilizzazione brevi possono essere effettuati in specifiche autoclavi all’avanguardia a calore umido, che permettono di ridurre la durata dei cicli di sterilizzazione fino al 35%: ciò riduce i costi totali e migliora la produttività.

Esistono poi tecniche a microonde, pratiche e di basso costo, che si basano su effetti termici e non termici: l’effetto termico si basa sulla generazione di vibrazioni molecolari che aumentano la temperatura uccidendo il microrganismo, mentre l’effetto non termico è dovuto alle onde elettromagnetiche altamente energetiche, che alterano la struttura molecolare del patogeno e ne causano la morte. La massima sicurezza si ottiene con entrambi gli effetti; questo metodo di sterilizzazione è compatibile con ogni materiale e le tempistiche sono di circa 4 minuti, per un ciclo completo.

È quindi possibile ridurre i cicli di sterilizzazione, ma solo con l’ausilio di autoclavi di classe B specializzate oppure con metodi alternativi. Non è consigliabile ridurre il protocollo di sterilizzazione di propria iniziativa, per il rischio elevato di trasmissione di microrganismi infettivi.

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